Lucia e la sua vittoria contro il tumore al seno

Redazione

Lucia Pansardi è una delle nostre Pink Ambassador che correrà la Mezza Maratona di Amsterdam il prossimo 16 ottobre. Lucia è anche il volto della campagna Pink is Good 2016 e oggi vi raccontiamo la sua storia con una lettera scritta di suo pugno.

Oggi voglio raccontarti la mia storia. Tutto è successo durante le vacanze di Natale del 2014. Un bel “regalo”, se vogliamo ironizzare. Ha cominciato a farmi male il seno sinistro per 3-4 giorni, poi il dolore è scomparso, ma metà del seno è diventato duro. Dopo tre settimane, ecco un dolore sotto l’ascella. Ehilà, mi sono detta, subito a fare un’ecografia al seno. E lì si è visto: c’era un tumore. Ago aspirato e biopsia: è risultato trattarsi di un carcinoma duttale infiltrante, un tumore abbastanza aggressivo. 

È stato uno choc, avevo 35 anni, una figlia piccola…

Mi sono imposta di ragionare con freddezza. È finita che ero io a consolare chi mi stava intorno.
Poi il via alle cure. Prima la chemioterapia “neoadiuvante” da marzo a settembre 2015. Mi ha fatto venire le afte in bocca, placche alla gola, pitiriasi rosea. Insomma tutto uno sfogo fisico per compensare la mia tenuta psicologica. Poi sono cominciate le quattro chemio cosiddette “rosse” – ed
è lì che ho perduto i capelli – seguite da dodici chemio diverse fino allo scorso 3 settembre.
Solo a questo punto ecco l’intervento chirurgico. L’8 ottobre asportazione di tutto il seno (mastectomia) con dissezione ascellare. A seguire la radioterapia. L’ho finita il 5 febbraio scorso, evviva, basta cure, a parte la pastiglia della terapia ormonale che devo seguire per cinque anni e una iniezione mensile di enantone.
No, non basta. Di mio mi sono trovata un’altra terapia: correre. Mi sono rimessa “in strada” quando facevo le chemio. Mi è venuto proprio d’istinto, come uno sfogo, per “buttar fuori” il male. Perché io avevo sempre corso, ho fatto atletica agonistica fino ai 27 anni. Sì, c’è chi si stupisce della mia energia. 

Ma questa energia si chiama Irene, è la mia bambina di cinque anni.

Quando sapevo che di lì a poco avrei perso i capelli, l’ho preparata dicendole che la mamma ha una malattia come tante volte l’ha lei e deve prendere una medicina che la renderà calva. Quando è successo e mio marito mi tagliava in bagno i ciuffi residui, lei correva dal salotto al bagno e viceversa, poi mi ha detto: “Mamma, i tuoi capelli ricresceranno, e saranno belli ricci come i miei”. Cosa potevo volere di più?

p.s. Aiutaci a diffondere il progetto Pink is Good contro i tumori femminili.
Grazie!”

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